Annozero: referendum, nucleare ed etica
Giovedì 28 aprile, ad annozero, il tema tocca le recenti manovre politiche sul come ed sul perchè si stia cercando di affossare tutta la faccenda del nucleare in vista del prossimo referendum del 12 e 13 giugno. Gli ospiti: Di Pietro, Bonelli, Lupi e Battaglia argomentano le loro opinioni ognuno – ovviamente, ci siamo abituati – tentando di portare acqua al suo mulino.
Non ho molta esperienza in merito ai dibattiti politici, ma la mia sensibilità mi porta subito a notare come – ognuno a modo suo – cerchi di portare avanti una più o meno subdola sponsorizzazione dell’uno o dell’altro partito politico sulla scia degli eventi che riguardano un problema che, a mio avviso, va oltre il mero orientamento socio-cultulare e che dovrebbe più che altro unire tutte le voci in un solo coro: parliamo della scelta dell’energia nucleare come fonte energetica per il nostro paese.
Tra i vari interventi si è notato immediatamente come il Prof. Franco Battaglia stia cercando di farsi portavoce di una causa, a questo punto politica, a sostegno dell’energia nucleare portando avanti la tesi in modo (ed userò un eufemismo) assolutamente “inverosimile” che l’energia nucleare sia una fonte di energia che non comporta rischi, che Chernobyl sia tutta una mistificazione e che in tutto avrà causato 50-60 morti?
Beh, non so voi, ma io sono letteralmente saltato dalla sedia!
Credo che ad un certo punto l’educazione di non dover interrompere un discorso poteva anche essere messa da parte da qualcuno dei partecipanti pur di interrompere quello che mi è sembrato un insulto bello e buono a tutta la comunità mondiale, ed in modo particolare a chi, direttamente ed indirettamente, i danni di Chernobyl li ha subiti e a chi li dovrà ancora subire.
Non stiamo parlando solo di morti per l’altissima concentrazione di radiazioni nelle zone vicine alla centrale al momento della fusione, ma parliamo di un territorio devastato per centinaia se non migliaia di anni, radioattività assorbita nel suolo, sparata nell’atmosfera, parliamo di patologie genetiche, tumori, malformazioni, parliamo di danni incalcolabili… e ci si deve addirittura sentir dire che si tratta di una mistificazione?!
Capisco che il professore abbia avvalorato le sue tesi in base a quello che succederà nei prossimi anni ai prezzi dei combustibili fossili e tutto quello che ne deriva (aumenti dei costi dell’energia) e quindi serve un’alternativa, ma è mai possibile che se ne debba fare solo una questione di bilanci e mai di etica?
La decisione di affidarsi al nucleare peserebbe meno sui bilanci, forse è vero, ma quanto peserebbe sulle coscienze nostre verso le generazioni future? Questo ce lo siamo chiesti?
In occasione del 25° anniversario del disastro di Chernobyl, e ricordando la catastrofe di Fukushima, la questione del nucleare si impone in questi giorni con tutta la sua drammatica serietà. Massimiliano Squillace con le sue foto piene di intensità ci riporta al tragico evento che 25 anni fa sconvolse l’Europa, nel libro “Chernobyl. Scatti dall’inferno”, pubblicato da Infinito edizioni. E’ il racconto di un viaggio in un quasi dopoguerra nucleare. Decine di splendide foto e un testo scritto con uno stile rapido e asciutto, quasi radiofonico, documentano che cosa è rimasto di Cernobyl, e dei nostri peggiori incubi, cinque lustri dopo.
Esistono tante forme di energia alternative, più pulite, più sostenibili e ad impatto minore o nullo sull’ambiente. Siamo proprio sicuri di volere proprio un futuro di scorie radioattive per il futuro?










