nucleare:
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Dei 54 reattori presenti in Giappone ne sono rimasti solo 15 funzionanti. Anche gli 11 impianti che entro agosto avranno terminato l’iter dei controlli non saranno avviati fino ad ulteriori stress test. Intanto prendono piede fenomeni come il ‘setsuden’ (risparmio energetico, in giapponese), una campagna mediatica che cerca di “aumentare la consapevolezza pubblica dell’importanza di adottare di stili di vita sostenibili”
Tre reattori su quattro sono fermi, e il Giappone sogna un futuro meno nucleare e con più energia verde, una volta ultimati i controlli in corso sulla sicurezza atomica. Presto anche i 14 impianti rimasti in servizio verranno arrestati…
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E’ chiara la fuga dal nucleare, non solo in italia ma in tutto il mondo. Prima la Siemens ha annunciato la rinuncia a ogni investimento nel settore rompendo i ponti con l’industria atomica francese.
Poi Toshiba ha annunciato un ridimensionamento delle attività nucleari a favore delle energie rinnovabili e delle smart grid su cui investirà 6 miliardi di euro (Se tutti nel mondo sono contrari all’energia nucleare non ha senso continuare a dire che questa tecnologia sarà il pilastro della nostra strategia, ha dichiarato il presidente di Toshiba, Norio Sasaki).
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L’insoddisfazione dei cittadini italiani nei confronti della politica e la voglia di persone che risolvono (o promettono di farlo con progetti concreti) i problemi quotidiani sono un fatto dimostrato nelle ultime elezioni (si veda il caso Pisapia e De Magistris, tanto per fare i due esempi più noti). L’attenzione verso i problemi quotidiani può, però, portare a un rifiuto di interessarsi a temi politici di più ampio respiro, come quelli referendari del 12 e 13 giugno.
Se non si raggiunge il quorum, l’Italia rischia di entrare in una fase disastrosa. Ci sarà l’aumento delle tariffe dell’acqua (e oggi tanta gente stenta ad arrivare alla fine del mese), avremo centrali pericolose ed inutili, dipenderemo dalla tecnologia straniera, cancelleremo la ricerca sulle rinnovabili nel nostro Paese (cosa peraltro che sta già avvenendo) e la ricaduta occupazionale nel settore delle energie pulite e nello sviluppo sostenibile.
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Le prime smentite circa la pericolosità dell’incidente sono arrivate direttamente da Mohamed el Qolali, capo dell’autorità per l’energia atomica egiziana, il quale ha affermato che non esiste alcun pericolo in quanto i livelli di radiazione nella centrale di Anshas 1 sarebbero entro limiti normali. El Qolali, riferendosi infine a “notizie giornalistiche” che riferivano di una fuoriuscita di acqua contaminata, ha smentito categoricamente affermando che l’ente esegue annualmente dei lavori di manutenzione e di controllo.
La notizia della fuga radioattiva è stata comunque confermata dall’ex presidente del dipartimento dei reattori nucleari…
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Dopo la decisione dei giudici di mantenere l’atomo tra i quesiti, la battaglia elettorale entra nel vivo. Con le opposizioni unite per il 12 e 13 giugno. Caccia a 8 milioni di schede oltre a quelle delle amministrative. Bersani: “Togliamo l’ultima macchietta”
La Corte di Cassazione ha deciso: all’interno della tornata referendaria del 12 e 13 giugno ci sarà anche il quesito che chiede di bloccare per sempre i piani nucleari del governo. Nonostante la fiducia posta al decreto Omnibus, con cui il governo ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione di costruire nuove centrali, il collegio – composto da 17 giudici e presieduto da Antonino Elefante - ha accolto l’istanza presentata dal Pd.
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Giovedì 28 aprile, ad annozero, il tema tocca le recenti manovre politiche sul come ed sul perchè si stia cercando di affossare tutta la faccenda del nucleare in vista del prossimo referendum del 12 e 13 giugno. Gli ospiti: Di Pietro, Bonelli, Lupi e Battaglia argomentano le loro opinioni ognuno – ovviamente, ci siamo abituati – tentando di portare acqua al suo mulino.
Non ho molta esperienza in merito ai dibattiti politici, ma la mia sensibilità mi porta subito a notare come – ognuno a modo suo – cerchi di portare avanti una più o meno subdola sponsorizzazione dell’uno o dell’altro partito politico sulla scia degli eventi che riguardano un problema che, a mio avviso, va oltre il mero orientamento socio-cultulare e che dovrebbe più che altro unire tutte le voci in un solo coro: parliamo della scelta dell’energia nucleare come fonte energetica per il nostro paese…
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Al 25° anniversario della catastrofe di Chernobyl e a sei settimane dopo il disastro nucleare di Fukushima in Giappone, nove Premi Nobel per la pace chiedono in una lettera aperta a 31 Capi di Stato di tutto il mondo di riflettere ulteriormente sul nucleare e sul fatto che non sia una vera risposta alla domanda energetica presente e futura.
Betty Williams, Irlanda (1976), Mairead Maguire, Irlanda (1976), Wangari Maathai, Kenya (2004), Archbishop Desmond Tutu, Sud Africa (1984) ed altri 5 Premi Nobel per la pace parlano in questa lettera di quanto il nucleare sia troppo pericoloso e chiedono piuttosto di investire su forme di energia pulite, più sicure e rinnovabili...


